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Lapparente inconciliabilità tra cuoco e ristoratore.

È chiaro e doveroso che il titolare di una qualsiasi attività, in questo caso ristorativa, desideri individuare il collaboratore perfetto che in quanto tale sia in grado di eseguire al meglio.
Un cuoco perfetto per le mansioni che andrà a svolgere, impeccabile, preparato ed educato pronto a realizzare desideri e iniziative del ristoratore.

Alle porte del 2020 malgrado, gli schermi, le innumerevoli trasmissioni, i talk show ed i c.d. grandi eventi, la cucina vive un periodo difficile, di vuoto e di apparente inconciliabilità tra ciò che si cerca e ciò che alla fine si trova.
Una attesa conseguenza della perdita di valore che questo mestiere così faticoso e complicato ha subito a causa, probabilmente,

della eccessiva precarietà “ stagionaledi una categoria che è stata costretta ad auto declassarsi.

La fortuna del cuoco se così ancora oggi può considerarsi, è senza dubbio quella di poter accedere con molta facilità a nuove opportunità di lavoro, a cambi di città e quindi di prospettive future.
Tuttavia è altrettanto vero che alla facilità di accesso corrisponde un eguale possibilità di perdita del proprio lavoro, rendendo estremamente precario questo mestiere, amato e ricercato dal mondo intero, ma poco fortunato, almeno fino ad oggi.

Lextra, la stagione, il fine settimana, lassenza di gavetta, la scarsa voglia di aspettare e crescere, sono alcune delle voci che portano allo status in cui ci ritroviamo adesso, ove bellissime realtà meritevoli di buone e solide cucine, perdono in qualità e serenità.

Il puntare il dito luno contro laltro non ha neanche senso, credo invece che occorra dialogare e comprendere che di inconciliabile non c’è nulla se lo si desidera. Domanda e offerta, unite per un unico obiettivo, migliorarsi.
Questo pensiero mi ha portato a garantire e dare molta importanza allapporto umano e motivazionale ai ragazzi che ho seguito in percorsi di formazione o aggiornamento.

Lo stesso vale per le consulenze aziendali, in entrambi i casi, non discerno la tecnica dal cuore, perché entrambe hanno lobiettivo di definire consapevolezza e capacità di ascolto in vista di una vera crescita.
Da qui nasce la mia esigenza di valutare la stima e la volontà di chi si stringe intorno alla nostra Blu Lab Academy che come ci racconta la storia, ha sviluppato e orientato centinaia di persone desiderose di riscatto e di dignità lavorativa.

Non ho fatto altro che trarre ricchezza da ciò che mi è mancato, donando sapere e conoscenza a chi merita tale condivisione. Tutti noi, da dipendenti, da cuochi o da titolari, dovremmo capire quanto sia indelebile il rapporto umano, la paternità” dellinsegnamento che doniamo o riceviamo, in base ai casi. Sono certo che la vera chiave di volta sia la riconoscenza.

alfio visalli firma

Editing
Robert Romano